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Denti Sani Integrali

Denti sani: alimentazione

ALIMENTAZIONE E SALUTE ORALE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la salute orale come parte integrante della salute generale dell’individuo, e ha costantemente evidenziato lo stretto legame sinergico esistente tra dieta e salute orale.

Al cavo orale sono state associate diverse evidenze alimentari, sia che si tratti di cibi che potrebbero proteggerlo, sia cibi che sarebbe meglio evitare assumere per non aggravare un già precario stato orale.

La nutrizione ha un profondo impatto sia sulla reazione infiammatoria gengivale che parodontale. Esaminando la letteratura, si possono trovare diverse raccomandazioni nutrizionali per migliorare la salute tissutale del parodonto.

 

CARBOIDRATI

I carboidrati fermentabili introdotti con la dieta, sono stati riconosciuti come il primo fattore responsabile dei cambiamenti biochimici e fisiologici all’interno del biofilm orale ( Paes Leme 2006). Tra i carboidrati, il più cariogeno è il saccarosio, in quanto promuove una più alta perdita di minerali dello smalto e induce valori di pH più bassi (Cury 2000).

Inoltre, l’assunzione di carboidrati raffinati non è stata direttamente associata alla parodontite, ma il loro contributo nel mantenere nel lungo termine l’iperglicemia, fa sì che l’ospite sia reso più suscettibile alla produzione di citochine infiammatorie e al rischio di infezione (alta concentrazione ematica di proteina C-reattiva); condizioni collegate a un elevato rischio di diabete e di insulino resistenza.

Una dieta ricca di prodotti integrali riduce la concentrazione di biomarkers sierici dell’infiammazione.

Per cui, un loro largo consumo, può aiutare a ridurre il rischio di malattia parodontale, aumentando la sensibilità insulinica cellulare (Merchant 2008).

Il rischio, associato ai carboidrati, di sviluppare carie o aggravare uno stato di parodontite, può essere ridotto utilizzando fluoro, sia topico che sistemico, oppure mantenendo sempre un alto livello di igiene orale (Merchant 2008).

Lo zucchero, alleato e nemico della salute orale. Come ormai noto dalla letteratura ( Dietary advice in dental practice), gli zuccheri sono il primo fattore che contribuisce allo sviluppo di carie.

Si devono limitare sia la frequenza che la quantità di zuccheri ingeriti per ridurre al minimo il rischio di sviluppo di carie. (Rodrigues 2000).

Bisogna inoltre fare distinzione tra zuccheri naturalmente presenti nei cibi e zuccheri aggiunti. Questi ultimi sono maggiormente utilizzabili dai batteri per il loro metabolismo e quindi con maggior rischio cariogeno. Dunque, aumentare il consumo di frutta e verdura, contenenti naturalmente zucchero, e limitare il più possibile il consumo di bevande zuccherate e succhi di frutta confezionati (The diary council 2001).

 

ANTIOSSIDANTI

Gli antiossidanti sono sostanze, presenti in particolare in frutta e verdura, che prevengono o riducono i danni causati dalle specie reattive dell’ossigeno. Importanti sono le vitamine, specialmente C ed E, e i minerali, soprattutto il selenio, che proteggono dai danni tissutali.

Alterano il processo infiammatorio parodontale; in particolare la vitamina C assume un importante ruolo, in quanto, oltre a limitare i danni ai tessuti molli causati dalla risposta immunitaria dell’ospite, altera positivamente il processo infiammatorio della condizione patologica, così da instaurare una associazione inversa tra la sua assunzione e la patologia orale. (Chapple 2007).

Maggiori introiti di vitamina C (Iwasaki M 2010), B-carotene (Chapple 2007), vitamina E (Iwasaki M 2010), frutta e verdura (Iwasaki M 2010) e gli omega-3 (Kesevalu L 2006), sono stati associati, ciascuno, con una maggiore salute parodontale.I polifenoli sono composti organici di origine vegetale, importantissimi nella dieta umana per la loro azione antiossidante.

Per quanto riguarda la malattia parodontale, i polifenoli dell’uva, e in particolare del vino, hanno dimostrato forte attività antimicrobica contro Porfiromonas Gingivalise P. Intermedia, tanto da poter considerare il loro utilizzo topico per la prevenzione o il trattamento della malattia (Petti S 2009).

Anche i polifenoli dei mirtilli apportano grande aiuto, in quanto inibiscono la formazione del biofilm batterico e fungono da inibitori della co-aggregazione di batteri parodonto patogeni. È stato dimostrato che anche i polifenoli del tè nero inibiscono la progressione della malattia parodontale (Hosokawa Y 2009).

 

LIPIDI

Altra categoria di interesse per la sua correlazione con la malattia parodontale sono i lipidi. Tra di essi, meritano particolare attenzione gli Omega-3.

E’ stato riscontrato come gli Omega-3 aiutino ad attenuare la parodontite, andando a ridurre la profondità di tasca e l’indice gengivale. Presentano inoltre a livello buccale una notevole azione antinfiammatoria, modulando anche l’evoluzione dei processi parodontopatici (Kesavalu L 2006).

Inoltre, con nuovi studi, è stato riscontrato come una squilibrio nel rapporto Omega-6 e Omega-3, a favore del primo, sia associato a una maggiore frequenza della malattia parodontale.

Per cui si conferma come gli Omega-3 abbiano un ruolo protettore e antibatterico per denti e gengive (Wasaki M 2011).

 

VITAMINA D

Vitamina D, gruppo di pro-ormoni liposolubili. Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di questa vitamina, da cui la forte carenza di cui soffre circa l’80% della popolazione. La si ritrova nell’olio di fegato di merluzzo, pesci grassi come il salmone, latte e derivati, uova, fegato e verdure verdi.

Questa carenza, oltre a provocare perdita di volume osseo e osteoporosi, ha riscontri negativi anche in termini di salute orale, aumentando la risposta infiammatoria che, collegata al ridotto volume osseo, sono le componenti principali della malattia parodontale (Hildebot CF 2005).

Emerge dunque come una dieta che si basi su consumi che privilegiano cibi sani, apporti una significativa riduzione dell’incidenza di tumori orali e progressione di malattie infiammatorie orali, quali gengivite e parodontite, in confronto a soggetti con abitudini alimentari differenti, e comunque in generale povere di vegetali e ricche di grassi saturi.

Inoltre gravi carenze dietetiche, specialmente di ferro e vitamine, possono rappresentare gravi fattori di rischio. Importante dunque variare la propria alimentazione, assumere le giuste quantità di nutrienti e porre attenzione alle conseguenze sul cavo orale.