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SLIDER 1 SBIANCAMENTO

Sbiancamento dentale con lampada LED 30″

Alimenti, bevande, tabacco e medicine possono trasformare, col passare del tempo, il

colore dei nostri denti, rendendoli più gialli o macchiati. Lo sbiancamento dentale

  • agisce solo sui denti naturali
  • non agisce su corone protesiche, otturazioni o qualsiasi altro materiale da restauro presente nel cavo orale.

Lo Sbiancamento Dentale sfrutta una sorgente di luce particolare mediante una

lampada a LED che, insieme all’uso di un gel contenente perossido d’idrogeno al 36%,

viene attivato per un risultato sbiancante in soli 30”. I Test clinici ufficiali

dimostrano un viraggio di colore. Lo sbiancamento professionale è sicuro ed

efficace, pertanto non ha alcun effetto negativo sullo smalto dentale. Lo sbiancamento dentale è quella procedura in grado di riportare il colore dei propri denti a quello originario.

Alcune sostanze come teina, caffeina, farmaci e via dicendo possono causare nel tempo discromie dentali che privano il dente della sua naturale brillantezza e tonalità.

Sbiancamento dentale isolamento

Isolamento con diga liquida per proteggere le gengive

Lo sbiancamento dei denti professionale alla poltrona può essere effettuato con concentrazioni maggiori di principio attivo in quanto si esegue sotto la supervisione di un dentista che preventivamente isola i tessuti circostanti in maniera adeguata ad evitare fastidiose irritazioni e insulti ai tessuti gengivali e alle mucose.

Un discorso a parte deve essere fatto per i vari kit di sbiancamento reperibili in commercio. Si tratta di prodotti a basse concentrazioni di principio attivo il che li rende efficaci per piccole discromie ma per trattamenti più estesi non riescono ad eguagliare i trattamenti professionali.

 

In ogni caso è sempre buona norma discutere con il proprio dentista dell’intenzione di procedere ad un trattamento sbiancante.

Perchè i denti si decolorano?

Bisogna distinguere due meccanismi per cui i denti perdono il loro colore naturale, un processo per cui il dente di decolora dall’interno attraverso gli strati profondi ed un secondo meccanismo per cui il dente si decolora a partire dalla superficie esterna.

Quindi distinguiamo:

Decolorazione per necrosi pulpare

Fattori intrinseci: includono le discromie irreversibili dovute all’assorbimento di molecole cromogene da parte di smalto e dentina, durante la formazione e sviluppo del dente o dopo l’eruzione.

Sono legate a danni pulpari (emorragie, necrosi della polpa, calcificazioni), devitalizzazione impropria , difetti congeniti (fenilchetonuria, fibrosi cistica, iperbilirubinemia congenita, amelogenesi e dentinogenesi imperfecta), assunzione di farmaci (tetracicline, fluoro).

Fattori estrinseci: includono le discromie che interessano esclusivamente lo smalto. Sono legate al consumo di cibi, bevande, fumo di tabacco, alla scarsa igiene orale, all’invecchiamento (assottigliamento dello smalto).

decolorazione per ipoplasia dello smalto

Controindicazioni dello sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dei denti non è consigliabile a tutti: il procedimento, ad esempio, non è efficace su corone in ceramica o sulle ricostruzioni in composito: in questi casi lo sbiancamento dei denti agirebbe in maniera diversa su denti e restauri generando un antiestetico effetto puzzle controproducente nell’ottica di un miglioramento dell’estetica del sorriso.

In presenza di carie è opportuno procedere prima con la risoluzione del problema in quanto l’agente sbiancante potrebbe raggiungere facilmente la polpa e compromettere la vitalità dentale.

Quando lo sbiancamento è sconsigliato?

Pazienti con gengive infiammate o con gravi problemi parodontali.

Pazienti con elementi denti fratturati o con otturazioni non congrue.

Gravidanza.

Particolari terapie farmacologiche.

Bambini.

 

Uno dei trattamenti più richiesti in odontoiatria estetica rimane da sempre lo sbiancamento dentale.

Lampada led per sbiancamento

Il processo di sbiancamento può essere attivato anche grazie all’impiego di lampade a led. Queste lampade riflettono una luce in grado di accelerare lo sbiancamento in un tempo di esposizione limitato.

Prima dello sbiancamento: pulizia dei denti manuale e con ultrasuoni

Prima di procedere con lo sbiancamento dei denti è necessario sottoporsi all’ablazione del tartaro e della placca per liberare la superficie dentale dai residui e dalle pigmentazioni esterne che ostacolerebbero lo sbiancamento.

L’igienista adopera strumenti manuali e strumenti ad ultrasuoni per raggiungere le aree dentali sopra e sotto le gengive e devono il loro risultato alle vibrazioni che riescono a rimuovere delicatamente il tartaro e lo sporco.

Una seduta di igiene professionale si conclude con l’eliminazione delle macchie superficiali grazie ad una pasta lucidante e ai movimenti di un gommino o spazzolino (lucidatura).

Dopo la detartrasi l’air polishing, che sfrutta l’azione di un getto d’acqua a forte pressione e del bicarbonato di sodio,  elimina le macchie estrinseche dello smalto residue.

I prodotti naturali e i rimedi casalinghi hanno la peculiarità di rimuovere i difetti superficiali senza però intervenire sulle cause più in profondità.

Spesso l’uso di questi dispositivi permette di avere un risultato soddisfacente solo dopo un uso costante e prolungato e richiedono un rispetto delle indicazioni riportate per l’uso per evitare spiacevoli effetti collaterali o danni indesiderati.

Si ribadisce comunque l’importanza di farsi seguire da un dentista se si ha l’intenzione di procedere con qualsiasi tipo di trattamento.

Il miglior dentifricio sbiancante può aiutare?

I  dentifrici sbiancanti permettono di eliminare solamente le macchie estrinseche sui denti. Per macchia estrinseca si intende una pigmentazione posta al di sopra della superficie dentale, per cui più di azione sbiancante si può parlare di un effetto smacchiante che non risolve completamente l’esigenza estetica di avere un sorriso più luminoso. Si aggiunge inoltre che si ha a che fare con formulazioni molto aggressive con particelle che possono abradere la superficie dentale.

Gli alimenti e le sostanze che decolorano i denti

Il primo passo per limitare la comparsa di macchie sulla dentatura o comunque per mantenere il bianco lucente ottenuto dopo un trattamento sbiancante è quello di evitare determinati cibi e bevande che possono compromettere la luminosità del sorriso.

Sono nemici del bianco dei denti il caffè, i tannini contenuti nel vino rosso, i frutti di bosco, l’acido delle bevande gassate, i coloranti di dolci e caramelle, il curry, il tè, la salsa di soia, il cacao, il tabacco e alcuni tipi di tisana.

I farmaci che possono macchiare i denti

Spesso le antiestetiche macchie sui denti sono causate dall’assunzione di farmaci come le compresse di ferro, gli antibiotici come la tetraciclina, oppure quelli a base di minociclina.

Anche i composti per fare sciacqui disinfettanti con azione ad ampio spettro possono provocare ombre sullo smalto (clorexidina).

sostanze cromogene che decolorano i denti

  • Caffè
  • fumo di sigaretta
  • vino rosso
  • coloranti alimentari
  • cacao
  • curry
  • alcuni antibiotici
  • clorexidina

In tutti i casi in cui non ci si può sottrarre dall’assunzione di questi medicinali è bene eseguire un’attenta e costante igiene orale, munirsi di un buon dentifricio e di un buon collutorio.